Pochi sono a conoscenza che l’impianto antincendio a gas a protezione dei CED provoca seri danni ai server.  La banca olandese ING ha scoperto a proprie spese che il rumore generato dal sistema antincendio a gas è sufficiente a danneggiare gli hard disk. Basta un suono intorno ai 130 db infatti per generare vibrazioni sufficienti a spostare le testine dei HHD.

 

Ci sono tanti modi per danneggiare un computer, e uno di essi è il suono. Ce ne vuole uno molto forte altrimenti molti di noi avrebbero danneggiato i propri PC più di una volta gridandogli contro o inveendo per una partita andata male o un lavoro malriuscito. Presso un Datacenter londinese della banca ING, invece, hanno scoperto a proprie spese quali danni può fare un rumore da 130 dB - questo è il livello massimo a cui arrivavano gli strumenti di misurazione installati all’interno del Datacenter. È più o meno il rumore che fa un petardo o un colpo di pistola. Il "botto" è stato prodotto durante la scarica dell’estinguente gassoso del sistema antincendio. Il sistema di spegnimento incendio a protezione del CED, originariamente scelto per non danneggiare i componenti elettronici, era a gas inerte tipo argon. Al momento dell’attivazione, il gas rilasciato velocemente tramite speciali ugelli, uscendo ad alta pressione ha provocato un “suono” molto elevato. Le vibrazioni prodotte da questo suono hanno danneggiato gli hard disk, alcuni in modo irreparabile, rendendo il Datacenter inservibile per alcune ore. I clienti di ING non hanno potuto fare operazioni bancarie per l’intera giornata, fino a che il danno non è stato riparato il giorno successivo, arrecando enormi danni all’istituto bancario. Per quanto possa sembrare sorprendente, non è la prima volta che accade. Anzi ci sono ricercatori che per IBM e SIEMENS stanno proprio indagando sui danni creati dal suono generato quando si rilascia gas compresso e sui danni che può generare. Il problema è la grandissima sensibilità degli hard disk magnetici, presenti a migliaia in un datacenter. Anzi, gli hard disk moderni sono particolarmente sensibili perché la maggiore densità di dati ha ridotto lo spazio disponibile, come hanno spiegato  due specialisti di IBM sul DataCenterJournal [leggi l'articolo originale pubblicato su Motherboard]. Oggi la testina di lettura/scrittura può scostarsi solo di 26 nanometri prima che ci sia un problema, mentre in passato tale distanza era superiore e forse per questo il problema del suono non era mai emerso. Tale sensibilità rende gli HHD più vulnerabili a queste criticità legate all’alta pressione. Nonostante le ricerche svolte da colossi internazionali quali Siemens ed IBM, a tutt’oggi non si è ancora trovata una soluzione affidabile che possa garantire al 100% il superamento del problema. Ovviamente il mercato dell’antincendio offre soluzioni alternative che non hanno questo problema. Escludendo gli impianti ad acqua per ovvi motivi di incompatibilità con le apparecchiature elettroniche, il sistema non pressurizzato ad aerosol di Sali di potassio con le sue caratteristiche dielettriche, non tossiche ed ecocompatibili è la scelta ideale per la protezione antincendio di ambienti come i datacenter.

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